La nott de Bisò è la festa che rappresenta la chiusura dell’anno rionale e propizia il nuovo che arriva. Si svolge ogni anno alla Vigilia dell’Epifania e richiama in Piazza migliaia di persone. La Nott de Bisò nasce nel 1968 la sera del 31 dicembre. Cinque anni più tardi, nel 1969, viene posticipata al 5 gennaio, data che ancora ad oggi rimane ben salda nel calendario degli eventi cittadini.
Come ormai da tradizione, il Niballo fa ingresso in Piazza del Popolo su un carro trainato dai buoi e viene posizionato nel punto d’incontro delle antiche vie della Faventia romana, il cardus, ovvero la via Aemilia e il decumanus. Il Niballo richiama la figura del condottiero cartaginese Annibale e rappresenta simbolicamente le avversità dell’anno passato. A mezzanotte, il cavaliere vincitore del Palio, ha l’onore di bruciarlo, raggiungendo l’apice della manifestazione.
Nell’attesa di questo momento, gli stand gastronomici dei cinque rioni sono i protagonisti della festa. Fin dalla mattina è possibile gustare i cibi tipici della tradizione romagnola, accompagnati dal bisò, ovvero il caratteristico vin brulè. Ogni rione custodisce segretamente la propria ricetta del bisò, la quale viene tramandata di generazione in generazione cercando di rendere il proprio vin brulè unico. Gli ingredienti principali sono Sangiovese, zucchero, chiodi di garofano, scorza di limone, cannella e varie spezie.
Si possono acquistare per l’occasione i tradizionali gotti: ciotole di ceramica realizzate a mano dagli artisti della ceramica faentina, i quali ogni anno dipingono una decorazione diversa scelta appositamente per l’occasione. I gotti rappresentano uno degli elementi principali della Nott de Bisò, sono uno dei simboli dell’eccellenza dell’arte e della tradizione faentina e vengono considerati veri e propri oggetti da collezione. Con essi è possibile assaggiare il vino di tutti i rioni, oltre che avere accesso libero al bisò della contrada raffigurata.